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EDwareLab

Chi sono

Emanuele Di Lazzaro

Quarant'anni di programmazione. EDwareLab dal 2007. Una persona sola, che è un limite su cui sono sincero e un vantaggio su cui insisto.

40anni di programmazione
2007EDwareLab
19anni di attività
Emanuele Di Lazzaro

Come ho iniziato

Negli anni Ottanta in molte case c'era un Commodore 64. Tanti come me passavano le notti a copiare lunghi listati di codice comprensibili più alla macchina che all'uomo, per la soddisfazione di arrivare a digitare RUN, correggere gli ultimi errori di sintassi e togliersi la curiosità di sapere cosa facesse quel programma.

Da allora sono nati e morti linguaggi, sistemi operativi e ambienti di sviluppo. COBOL e BASIC sono il passato; il PHP su Linux è il presente di gran parte del lavoro; Python entra dove serve. E adesso è cambiata anche la cosa più grossa: chi scrive materialmente il codice.

  1. 1985 Il Commodore 64 Listati copiati a mano dalle riviste, notti passate a cercare l'errore di sintassi che impediva al programma di partire.
  2. 2007 Nasce EDwareLab Dal lavoro dipendente all'attività in proprio: da qui in avanti il cliente è chi ha un problema da risolvere, non un capo.
  3. 2023 Arriva l'AI generativa Il mestiere cambia per la prima volta in profondità: scrivere codice smette di essere la parte cara del lavoro.
  4. oggi Progetto e verifico Le decisioni difficili restano dove sono sempre state. Quello che è cambiato è chi digita.

Il nome

Le mie iniziali, e un laboratorio

ED sono le iniziali, ware arriva da software, Lab sta per laboratorio. L'ultima parola è quella che conta: dal 2007 metto da parte del tempo per provare cose che nessuno mi ha commissionato — un linguaggio che non conosco, uno strumento appena uscito, un'idea che mi gira in testa da mesi.

Non è tempo perso e non è hobby: è il motivo per cui, quando arriva un problema nuovo, di solito l'ho già incontrato da qualche parte. Cineografo e VSizer sono nati lì, e sono online.

La formula che ho scritto quando ho aperto l'attività era «ricerca continua», e non la cambio: passione nel progettare soluzioni fatte bene, passione nell'imparare tecnologie nuove, e la dose di creatività che questo mestiere richiede comunque.

Cosa mi piace di questo lavoro

Vedere le idee diventare qualcosa. Anche se nel mondo digitale, dar vita a cose che inizialmente erano solo nella testa è una soddisfazione che non si confronta con il compenso.

Trovare la strada. Davanti c'è quasi sempre un ostacolo per cui non esiste una soluzione pronta, e bisogna inventarsi un modello che funzioni. È la parte che rende questo mestiere interessante — ed è anche la parte che l'intelligenza artificiale non fa al posto mio.

Entrare in mondi nuovi. Ogni cliente ha il suo, e conoscerlo ha un valore che va oltre il progetto. È il motivo per cui faccio molte domande prima di scrivere una riga.

Mi sento fortunato, e lo scrivo senza retorica: il lavoro si prende buona parte del tempo che uno ha a disposizione, e capitare in quello giusto non era affatto scontato.

Quando fai il mestiere che desideri fare, il lavoro diventa un divertimento retribuito e il tempo vola.

— scritto sul vecchio sito anni fa, e ancora vero

Una persona sola

EDwareLab sono io. Significa che parlate con chi fa il lavoro, che non c'è un commerciale che promette cose che poi qualcun altro deve mantenere, e che quando chiedete a che punto siamo la risposta arriva da chi lo sa.

Significa anche che non prendo tutto: se un progetto richiede una squadra, ve lo dico subito invece di scoprirlo a metà strada.

Parliamone

Raccontami cosa vi fa perdere tempo.

Se c'è un modo per toglierlo di mezzo, ve lo dico. Se non c'è, ve lo dico lo stesso.