Organizzare con progetti e tag
Due dimensioni di classificazione complementari: i progetti sono gerarchici e mutuamente esclusivi, i tag sono piatti e cumulabili. Usarli bene è la differenza tra il caos e un sistema.
Progetti gerarchici, tag trasversali
Un task appartiene a un solo progetto, ma può avere molti tag. È una distinzione importante: il progetto risponde alla domanda "a quale obiettivo contribuisce questo task?", il tag risponde a "che caratteristiche ha?".
I progetti supportano una gerarchia con il punto: lavoro,
lavoro.cliente1, lavoro.cliente1.fase2. Filtrando per
project:lavoro ottieni tutti i sottoprogetti. I tag invece sono
piatti e si prefissano con + per aggiungere, - per
togliere o escludere.
Esistono anche tag virtuali generati automaticamente,
sempre in MAIUSCOLO: +OVERDUE, +ACTIVE,
+BLOCKED, +TODAY. Non li assegni tu — sono calcolati
in tempo reale — ma puoi filtrarci sopra come tag normali.
Classificare in pratica
La regola "un progetto = un esito"
L'errore più comune è creare progetti come categorie ("salute", "casa", "lavoro"). Funziona all'inizio, poi diventa un bidone della spazzatura in cui finisce di tutto. La regola: un progetto deve avere un esito chiaro e finibile ("Sito cliente X v2.0", "Trasloco appartamento", "Certificazione AWS"). Le categorie generiche le esprimi con i tag.
Risultato: quando un progetto è completato, sparisce, e tu hai la soddisfazione di un sistema che si svuota. Se i tuoi progetti durano in eterno, probabilmente sono in realtà aree di vita, non progetti.